

Borghetto, Ducato di Parma, 1833: alla luce di un imminente tracollo finanziarioGaetano Pescatori, un sarto di città divenuto ricco grazie a delle speculazioni immobiliari, si trasferisce con la famiglia dalla Capitale del Ducato in campagna per tenere sotto controllo e far fruttare il podere di sua proprietà. Si presenta al padrone una coppia di contadini,Carlo Pastori eDonnina Colombini che domandano lavoro ed un appartamento in cui vivere.
Sofia Pescatori, la figlia del proprietario schivata da tutti per il suo carattere ma soprattutto per le sue stranezze, si innamora di Carlo ed inizia assieme a lui una relazione proibita, chiacchierata in tutto il paese ed osteggiata dai famigliari che durerà per sette anni. La gelosia e l’invidia della padrona nei confronti della moglie del contadino, porta la ragazza a convincere l’amante ad emarginare e maltrattare fisicamente la sua rivale. Non sazia di questo tipo di predomino, Sofia impone a Carlo di dormire fuori casa, lontano dalla moglie, impedendo così qualsiasi contatto fisico tra i due.
Nel 1839, il fratello di Sofia, Enrico, stanco del disonore portato in famiglia dalla sorella, si rivolge al parroco del paese che informa prontamente le autorità. I due amanti vengono divisi dal podestà e Carlo deve ritornare sotto il tetto coniugale, dove il contadino mette incinta la moglie Donnina. Ne consegue una forte conflittualità ed un violento litigio tra le due donne ed un progressivo allontanamento sentimentale di Carlo da Sofia, la quale tenta disperatamente di ricongiungersi col suo amato, senza riflettere sulle possibili conseguenze.

Nel 1839, il fratello di Sofia, Enrico, stanco del disonore portato in famiglia dalla sorella, si rivolge al parroco del paese che informa prontamente le autorità. I due amanti vengono divisi dal podestà e Carlo deve ritornare sotto il tetto coniugale, dove il contadino mette incinta la moglie Donnina. Ne consegue una forte conflittualità ed un violento litigio tra le due donne ed un progressivo allontanamento sentimentale di Carlo da Sofia, la quale tenta disperatamente di ricongiungersi col suo amato, senza riflettere sulle possibili conseguenze.

Nonostante gli auspici che Sofia Pescatori nutre affinché la rivale muoia durante il parto, nella primavera del 1840 Donnina Colombini dà alla luce una bambina, Virginia Redegonda. Da questo momento la ragazza inizia ad architettare l’avvelenamento della sua rivale, sfruttando le sue conoscenze sulla proprietà delle erbe e cercando persino di procurarsi una vipera da nascondere nel letto della sua malcapitata rivale. I tentavi di avvelenare la rivale in amore senza riuscirci non placano il suo odio e la sua invidia, stante i suoi fallimenti con la madre, il piano criminale di Sofia Pescatori si riversa sull’innocente bambina appena nata. La colpevolezza della donna viene presto dimostrata e gli inquirenti sospettano anche la possibile complicità del suo amante. I suoi avvocati tentano invano di dimostrare la sua infermità mentale e di insinuare nei giudici il dubbio della sua colpevolezza, ma non serve: Sofia Pescatori viene condannata a morte.
Basato su un fatto realmente accaduto, Sofia Pescatori è l’ultima avvelenatrice giustiziata in Italia.